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I regoli solidali

E i regoli colorati di prima elementare ve li ricordate?

Grazie a loro abbiamo imparato i numeri o, chi come me, anche a fare costruzioni avveniristiche.

Cosa c’entrano i regoli con la solidarietà? Beh, sono dei solidi perfetti proprio come dovrebbe essere la solidarietà, che deriva appunto dal latino solĭdus, e cioè «intero, compatto, massiccio, senza cavità o vuoti interni».

Da qui ne deriva che SOLIDALE e SOLIDARIETA’, stanno ad indicare una “adesione circostanziale alla causa o all’impresa di altri”. E quando si condivide quello che si ha con altri meno fortunati accade qualcosa di magico. La solidarietà, nel senso più etico del termine, è il sostegno reciproco e la compattezza delle entità sociali perché la forza di un corpo sta anche nella sua coesione. Ciò si esprime abbattendo le diffidenze e le differenze, creando una mutua assistenza che scaturisce dalla coscienza di far parte di un uno.

Quando non ci curiamo di qualcuno che è in difficoltà, ecco che nel solido si apre una crepa. Ma di crepa in crepa il corpo s’indebolisce, le fenditure si allargano fino a renderlo fragilissimo, e si perdono i pezzi. Un po’ come la società iper-razionale di oggi, dipinta da Giorgio Gaber nella canzone “L’uomo che perde i pezzi” in cui ironicamente cantava

“Come tutti perdo i pezzi piano piano
c’è di buono che ragiono molto bene…” .

Una società solidale è una società solida, che si aiuta senza pretendere un grazie e preferisce evitare l’insorgere di crepe. E’ una società che rispetta, e difende, la natura che la circonda. In fondo, i regoli delle elementari ci hanno insegnato che quei piccoli solidi colorati e perfetti erano tutti diversi e tutti importanti.

Se fossimo in mare avremmo detto: siamo tutti sulla stessa barca. Qui possiamo dire: siamo tutti sulla stessa Terra.

Radici in Movimento è anche, e soprattutto, questo.

 

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